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Quest’estate abbiamo deciso di concederci un viaggio che sognavo da tempo: un on the road in Irlanda, con i bambini al seguito, per scoprire l’Isola di Smeraldo in tutta la sua varietà. Nove giorni intensi, che ci hanno portato dal Nord al Sud, tra città piene di memoria, paesaggi naturali mozzafiato, coste frastagliate e villaggi pittoreschi. Ecco cosa non perdere.

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Come abbiamo organizzato il viaggio

  • Voli: da Milano Bergamo (Orio al Serio) a Dublino con Ryanair. Arrivo a metà mattina, ritorno in serata: orari perfetti per sfruttare al massimo i giorni.
  • Auto a noleggio: prenotata su DiscoverCars, ritirata in aeroporto. L’Irlanda va vissuta in macchina: strade panoramiche, soste improvvisate e libertà di esplorare.
  • Alloggi Airbnb:
    • Belfast → una casa accogliente a Dunraven Gardens
    • Galway → appartamento luminoso a Salthill
    • Killarney → sistemazione sulla Muckross Road, vicina al parco

Abbiamo volato su Dublino, ma non ci siamo fermati perché la conoscevamo già. Se però fosse la prima volta, consiglio vivamente di aggiungere almeno due o tre giorni all’itinerario: Dublino è una città che sa combinare storia e modernità, con il fascino del Trinity College e della sua biblioteca, le passeggiate lungo il fiume Liffey, il quartiere vivace di Temple Bar e i parchi verdi dove rilassarsi con i bambini.

Belfast: tra memoria e rinascita

Arrivare a Belfast è stato come aprire un vecchio libro e scoprire che le pagine si sono riscritte da sole. Nei miei ricordi d’infanzia, la città era segnata dal conflitto: strade presidiate, un’atmosfera di tensione, la sensazione che tutto fosse fragile.

Oggi invece Belfast si mostra diversa. È viva, accogliente e sorprendente. Camminando per il centro abbiamo trovato pub pieni di musica, stradine colorate da murales che raccontano non solo i Troubles, ma anche la voglia di rinascita e di futuro.

Il Titanic Belfast Museum è stata la prima grande tappa: costruito proprio nell’area dei cantieri navali, è un museo moderno e interattivo che ha affascinato anche i bambini. Abbiamo seguito passo passo la storia della nave, dalla progettazione alla tragica fine, con installazioni spettacolari e testimonianze che lasciano il segno.

Nei giorni successivi abbiamo percorso la Causeway Coastal Route, una delle strade panoramiche più belle d’Europa. La Giant’s Causeway ci ha lasciati senza parole, con le sue colonne di basalto che sembrano scolpite da mani giganti. Il Carrick-a-Rede Rope Bridge ha messo alla prova il nostro coraggio, sospesi sul mare con il vento che soffiava forte. E le rovine del Dunluce Castle, arrampicate sulla scogliera, ci hanno trasportato in un’altra epoca.

Se siete a Belfast o state programmando un viaggio nel nord dell’Irlanda, vi suggerisco di ascoltare le storie del periodo più buio della città nell’incredibile podcast di Samuele Sciarrillo, Troubles – Una Storia Irlandese

Belfast → Galway: la sosta a Clonmacnoise

Lasciata Belfast, nel tragitto verso Galway ci siamo fermati a Clonmacnoise, uno dei siti monastici più affascinanti d’Irlanda. Situato lungo il fiume Shannon, conserva rovine di cattedrali, torri rotonde e croci celtiche che sembrano custodire mille storie. Passeggiare lì è stato come entrare in un libro di storia a cielo aperto, e i bambini hanno corso incuriositi tra i resti, facendoci tante domande sulla vita dei monaci.

Galway: musica, colori e la magia delle Aran Islands

Dopo la forza del Nord, Galway ci ha accolti con il suo calore e la sua vitalità. È una città giovane, dove ogni angolo risuona di musica e creatività. Passeggiando lungo Shop Street, ci siamo fermati ad ascoltare artisti di strada e abbiamo respirato quell’aria frizzante che rende Galway unica.

Il quartiere del Claddagh, un tempo villaggio di pescatori, ci ha raccontato la storia dell’anello simbolo dell’amore e dell’amicizia. La Cattedrale di Galway, imponente e colorata, è stata una piacevole scoperta.

Ma la vera esperienza è stata la gita a Inis Mór, la più grande delle Aran Islands. Dal porto di Rossaveal abbiamo preso il traghetto, e una volta arrivati abbiamo noleggiato delle biciclette. Pedalare lungo stradine fiancheggiate da muretti a secco, tra prati verdi e scogliere spettacolari, è stata un’avventura indimenticabile.

Abbiamo incontrato una colonia di foche che prendeva il sole sugli scogli: i bambini erano entusiasti, e non volevano più ripartire. Il pranzo è stato semplice ma delizioso: fish and chips vista oceano. Prima di tornare al traghetto, ci siamo fermati nei negozietti locali a provare i celebri maglioni di lana di pecora, un pezzo autentico della tradizione irlandese.

Galway e le Aran Islands hanno rappresentato il volto più autentico del viaggio, quello che ti fa sentire lontano dal turismo di massa e immerso in un’Irlanda senza tempo.

Galway → Killarney: le Cliffs of Moher

Nel trasferimento da Galway a Killarney ci siamo regalati una tappa che non poteva mancare: le Cliffs of Moher. Camminare lungo il sentiero, con le scogliere che si innalzano per oltre 200 metri sopra l’oceano Atlantico, è stata un’esperienza indimenticabile. Il vento forte, le onde che si infrangono sotto di te e l’orizzonte infinito danno davvero la misura della potenza della natura.

Anche i bambini sono rimasti affascinati da questo spettacolo naturale. È una sosta che richiede almeno un paio d’ore, ma che vale ogni minuto.

Killarney: il cuore verde dell’Irlanda

Il nostro viaggio è proseguito verso il sud-ovest, a Killarney, una cittadina che sembra vivere in perfetto equilibrio tra natura e tradizione. È qui che abbiamo trovato la base ideale per esplorare alcune delle meraviglie più celebri d’Irlanda.

Il Killarney National Park ci ha accolti con laghi tranquilli, boschi rigogliosi e sentieri che abbiamo percorso tutti a piedi. Ci sono cammini semplici e ben segnalati, perfetti anche con i bambini. La passeggiata fino alla Torc Waterfall, ad esempio, è stata una delle più piacevoli: breve, immersa nel verde e ricompensata dalla vista della cascata.

Abbiamo visitato anche la Muckross House, con i suoi giardini curati che si affacciano sul lago. Passeggiare lì è stato come entrare in un quadro: natura e architettura che si fondono in perfetta armonia.

Dal parco siamo partiti per il celebre Ring of Kerry, un itinerario circolare che regala viste spettacolari: montagne che si tuffano nel mare, villaggi colorati come Sneem, scorci romantici come Waterville e la vivace Kenmare. Ogni curva ci ha sorpreso con paesaggi diversi.

Infine la Penisola di Dingle, forse il tratto più suggestivo. La Slea Head Drive ci ha lasciati senza parole: l’oceano da un lato, i prati verdi dall’altro, e la lunga spiaggia di Inch Beach, dove i bambini hanno corso e giocato senza sosta. La cittadina di Dingle, con le sue case colorate e i pub pieni di musica, è stata il modo perfetto per concludere il nostro viaggio.

Consigli pratici per famiglie

Guidare in Irlanda

  • Si guida a sinistra: ci vuole un po’ di tempo per abituarsi, ma dopo i primi chilometri diventa naturale.
  • Le strade secondarie sono strette e tortuose: meglio procedere senza fretta, godendosi il paesaggio.

Cosa mettere in valigia

  • Vestiti a strati: in agosto le temperature cambiano spesso tra mattina, pomeriggio e sera.
  • Un impermeabile leggero sempre nello zaino: il tempo cambia rapidamente.
  • Scarpe comode e resistenti all’acqua.

Meteo
In Irlanda si dice che si possano vivere “quattro stagioni in un giorno”: ed è vero. Non lasciatevi scoraggiare da un acquazzone improvviso, il sole può ricomparire poco dopo.

Conclusioni

In nove giorni abbiamo scoperto città che hanno saputo rinascere, paesaggi che sembrano usciti da una fiaba e isole che vivono sospese nel tempo. Belfast, Galway e Killarney sono state le nostre tre basi, ma ognuna ci ha regalato emozioni diverse: la memoria e la forza del Nord, la vitalità e l’autenticità del cuore ovest, e la natura grandiosa del sud-ovest.

Abbiamo volutamente saltato Dublino perché l’avevamo già visitata, ma se fosse la prima volta in Irlanda non esiterei ad aggiungere due o tre giorni all’inizio o alla fine del viaggio: Dublino merita, con il suo Trinity College, la Guinness Storehouse, Temple Bar e i grandi parchi verdi.

Un viaggio che ci ha lasciato ricordi preziosi e una certezza: l’Irlanda ti resta dentro, e prima o poi ci torneremo.

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