Piove? 7 gite insolite da fare con i bambini in autunno
Quando piove, la prima tentazione è cercare un museo. Ma se invece entrassimo dentro una montagna? O scendessimo sotto una città? L’autunno è il momento perfetto per scoprire un’Italia che normalmente rimane nascosta, fatta di miniere, grotte, rifugi e cunicoli che continuano sotto i nostri piedi.
Sono gite che hanno un vantaggio non da poco quando si viaggia con i bambini: non sembrano affatto un piano B. Anzi, in molti casi il cielo grigio, la nebbia e le prime giornate fredde rendono l’esperienza ancora più affascinante. Servono una felpa, scarpe comode e, qualche volta, un pizzico di coraggio. Poi non resta che scendere.
Indice
- 1 Schilpario: dentro la montagna sulle tracce dei minatori
- 2 Val Germanasca: in miniera con il trenino
- 3 Piani Resinelli: sotto la Grigna c’è un altro mondo
- 4 Grotte di Rescia: un mondo nascosto accanto al Lago di Lugano
- 5 Cividale del Friuli: l’enigma dell’Ipogeo Celtico
- 6 Cremona sotterranea: cosa c’è sotto la città?
- 7 Santarcangelo di Romagna: una città sopra, un labirinto sotto
- 8 Quando piove, proviamo a guardare sotto i nostri piedi
Schilpario: dentro la montagna sulle tracce dei minatori
In Val di Scalve, nella Bergamasca, per quasi due secoli uomini e ragazzi sono entrati nelle montagne per estrarre minerali ferrosi. Oggi una parte di quel mondo si può conoscere visitando la Miniera Gaffione, nel complesso minerario di Schilpario.
Ed è proprio l’ingresso in galleria a rendere questa gita completamente diversa da una visita al museo. Si lascia fuori il bosco, ci si addentra nella montagna e improvvisamente il paesaggio autunnale scompare. Rimangono la roccia, l’umidità, il buio e le tracce del lavoro di chi trascorreva qui dentro buona parte delle proprie giornate.
Con i bambini non occorre trasformare la visita in una lezione sulla storia mineraria della valle. Basta partire da una domanda molto più semplice: come si lavorava dentro una montagna prima delle macchine moderne? Da lì acquistano significato gli strumenti, i cunicoli, i carrelli e tutto ciò che si incontra lungo il percorso.
La miniera si trova appena fuori dall’abitato di Schilpario, quindi la visita può essere abbinata a un pranzo in paese o, se il tempo concede una tregua, a una passeggiata nei boschi della Val di Scalve. Le visite seguono un calendario stagionale ed è quindi importante controllare giorni, orari e modalità di accesso prima di partire.
Val Germanasca: in miniera con il trenino
Questa è probabilmente una delle esperienze più sorprendenti della nostra selezione. A Prali, nelle Alpi piemontesi, si può salire sul trenino dei minatori e addentrarsi nella Miniera Paola, dove per quasi duecento anni è stato estratto il talco. Il percorso ScopriMiniera racconta proprio la vita e il lavoro dei minatori, alternando il viaggio sul piccolo convoglio a tratti percorsi a piedi nelle gallerie.
La sensazione di entrare dentro una montagna a bordo di un trenino è già sufficiente per conquistare molti bambini, ma il bello arriva una volta sottoterra. L’aria diventa più fredda, la luce cambia e la montagna smette di essere semplicemente qualcosa su cui camminare: per una volta la si osserva dall’interno.
Per i bambini più grandi esiste anche ScopriAlpi, nella Miniera Gianna, un itinerario geologico che permette di leggere nella roccia una parte della storia della formazione delle Alpi. Non un modellino o un’animazione, quindi, ma la geologia osservata direttamente dentro la montagna.
Per l’autunno è bene controllare con attenzione il calendario: i diversi percorsi hanno periodi di apertura, limiti di età e modalità di prenotazione differenti. E anche se fuori la giornata è mite, meglio vestirsi pensando all’ambiente sotterraneo: scarpe adatte e una giacca sono indispensabili.
Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca
Piani Resinelli: sotto la Grigna c’è un altro mondo
Quando pensiamo ai Piani Resinelli vengono immediatamente in mente i panorami sul lago, la Grignetta e le passeggiate. Eppure sotto quei prati e quelle montagne esiste un’altra storia, fatta di miniere nelle quali per secoli si è scavato alla ricerca di minerali.
È proprio questo contrasto a rendere interessante la destinazione in una giornata autunnale. Se il cielo è limpido, si viene qui per guardare lontano; quando piove, si può scegliere di fare esattamente il contrario e andare sotto terra.
Le antiche miniere dei Resinelli permettono di raccontare ai bambini una montagna molto diversa da quella delle escursioni. Gli spazi stretti, la roccia, le gallerie e le condizioni ambientali aiutano a capire quanto duro potesse essere il lavoro dei minatori molto più efficacemente di qualsiasi spiegazione.
Per chi parte da Milano e dalla Lombardia occidentale è inoltre una gita facilmente organizzabile in giornata. L’accesso alle miniere segue però aperture e visite organizzate, quindi prima di partire è indispensabile verificare il calendario aggiornato.
Grotte di Rescia: un mondo nascosto accanto al Lago di Lugano
Tra il Lago di Como e quello di Lugano, a Claino con Osteno, si nasconde una destinazione che molte famiglie lombarde non conoscono. Le Grotte di Rescia sono cavità naturali scavate nella roccia e visitarle significa entrare in un paesaggio fatto di stalattiti, stalagmiti, acqua e forme create lentamente nel corso del tempo.
Per i bambini la parte più affascinante può essere proprio quella più difficile da immaginare: quanto tempo serve a una goccia d’acqua per trasformare una grotta? Qui si può parlare di geologia senza quasi accorgersene, semplicemente osservando ciò che l’acqua è riuscita a creare nella roccia.
La posizione aggiunge un altro elemento interessante. Non siamo in una grande area carsica lontana dai centri abitati, ma sulle rive del Ceresio: una volta usciti, se la pioggia concede una pausa, si può continuare la giornata sul lago o nei piccoli paesi della zona.
Anche in questo caso le aperture sono stagionali e concentrate in determinati periodi e giorni della settimana, perciò il calendario va controllato prima di programmare la gita.
Cividale del Friuli: l’enigma dell’Ipogeo Celtico
Qui la storia diventa quasi un giallo archeologico. Sotto Cividale del Friuli si trova un insieme di ambienti scavati nella roccia la cui funzione originaria continua a essere oggetto di interpretazioni.
L’Ipogeo Celtico si sviluppa attraverso corridoi e stanze ricavate nella roccia e al suo interno compaiono elementi scolpiti che hanno contribuito ad alimentarne il mistero. La stessa origine del complesso e i suoi diversi utilizzi nel corso del tempo non sono definiti con assoluta certezza: ed è proprio questo, più che una leggenda costruita a posteriori, a renderlo interessante da raccontare ai bambini.
Invece di dare subito una risposta, si può giocare a fare gli archeologi. Perché qualcuno ha scavato queste stanze? A cosa servivano? Chi poteva entrarci? Che cosa rappresentano i volti scolpiti nella pietra?
È un modo molto diverso di avvicinarsi alla storia: non attraverso qualcosa che sappiamo già, ma partendo dalle domande alle quali ancora oggi non abbiamo una risposta definitiva.
Prima della visita è importante verificare orari e modalità di accesso, che possono cambiare nel corso dell’anno.
Cremona sotterranea: cosa c’è sotto la città?
Questa è una gita un po’ diversa dalle precedenti, perché non esiste un unico percorso sotterraneo sempre aperto da visitare liberamente. Proprio per questo, però, può diventare una delle chicche dell’articolo.
Sotto Cremona si nascondono ambienti che raccontano epoche e funzioni differenti: cantine, ghiacciaie, spazi ipogei, antichi sistemi legati all’acqua e rifugi utilizzati durante la guerra. In occasione di visite guidate e aperture particolari è possibile entrare in alcuni di questi luoghi e scoprire una parte della città che dalla superficie rimane completamente invisibile.
Con i bambini partirei proprio dall’idea della città a strati. Sopra ci sono le piazze, le case, le strade e le persone che vediamo oggi; sotto possono essere rimaste le tracce di chi viveva nello stesso luogo decine o centinaia di anni fa. È un concetto semplicissimo, ma basta scendere qualche gradino perché diventi improvvisamente concreto.
Questa non è quindi una destinazione verso cui partire senza programmare: bisogna prima individuare una visita disponibile nella data scelta. Ma proprio l’eccezionalità dell’apertura può renderla ancora più interessante.
Santarcangelo di Romagna: una città sopra, un labirinto sotto
Per l’ultima destinazione cambierei rispetto alla prima selezione e inserirei Santarcangelo di Romagna, perché qui l’idea della città nascosta diventa davvero evidente. Sotto il centro storico si sviluppa infatti una rete di cavità scavate nell’arenaria, tradizionalmente chiamate grotte, che crea una sorta di secondo paese sotterraneo.
Gli ambienti hanno forme e strutture diverse e la loro origine e funzione sono state a lungo discusse: alcuni furono certamente utilizzati come cantine e depositi e durante la Seconda guerra mondiale diverse cavità servirono come rifugi antiaerei. Oggi alcune sono visitabili attraverso percorsi guidati.
È il genere di luogo in cui con i bambini basta una frase per accendere la curiosità: “Adesso cammineremo sotto le case che abbiamo appena visto.” Una volta tornati in superficie, poi, rimane da esplorare Santarcangelo, con le sue stradine, le scalinate e la Rocca Malatestiana.
In questo caso la pioggia può diventare persino parte dell’atmosfera: si visita il borgo con l’ombrello, si scende nel suo mondo sotterraneo e si torna fuori per scoprire che cosa c’è esattamente sopra la propria testa.
Quando piove, proviamo a guardare sotto i nostri piedi
C’è un motivo per cui queste gite funzionano particolarmente bene con i bambini. Quando si entra in una miniera o si scende in un ambiente sotterraneo, non è necessario spiegare continuamente perché quello che stiamo vedendo sia interessante. Il luogo fa già buona parte del lavoro.
Cambia la temperatura, cambia la luce, qualche volta bisogna indossare un casco, seguire una guida o salire su un trenino. E soprattutto c’è una soglia da attraversare: prima siamo fuori, poi improvvisamente siamo dentro qualcosa.
È una sensazione semplice, ma potentissima quando si viaggia con i bambini. E forse è proprio questo il modo migliore per affrontare quelle mattine d’autunno in cui si apre la finestra e si scopre che piove: invece di chiedersi dove andare aspettando che torni il sole, si può scegliere un luogo in cui il sole, per qualche ora, non serve affatto.
