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  • Ieri è stato il mio compleanno e una delle mie più care amiche mi ha chiesto cosa desiderassi. Ho risposto: una notte intera di sonno! I neogenitori (ma neanche troppo neo molte volte) sanno cosa vogliano dire la privazione di sonno, i letti troppo affollati, la testa spiaccicata sul comodino e le gambe del proprio figlio nella schiena. Le mamme che allattano sanno ancor di più di cosa parlo! Le notti "open bar" sono frequentissime. E se si programma un viaggio? Avranno problemi con il jet lag? Ho avuto la fortuna di potermi confrontare con Barbara Bove Angeretti, Consulente per il Sonno e l'Educazione Empatica, proprio su questo tema. Ecco cosa mi ha raccontato. https://www.facebook.com/regal.farm.79/posts/1742168535911263 Sonno del neonato: perché vogliono dormire con la mamma? Comincio col dirvi ciò che quasi tutti i genitori ormai sanno: i risvegli sono fisiologici fino ad almeno 3 anni. Ecco bene, ma perché? I bimbi sono forse “programmati”

  • Il primo volo del mio Edoardo, il primo weekend all'estero in 4. Siamo tornati da poco da Cracovia e mi è rimasta nel cuore, un fine settimana di prime volte. Cracovia con i bambini in inverno, in soli tre giorni? Perché no. Vi racconto cosa abbiamo fatto nella città polacca, tra leggende da raccontare ai più piccoli e caffè dove rifugiarsi nei momento più freddi. https://www.instagram.com/p/B4SsMcKgwDp/ Con i bambini a Cracovia: come raggiungere la città Abbiamo volato con Easyjet da Milano Malpensa a Cracovia Balice. L'aeroporto è a 11 chilometri dalla città e trovare transfer è piuttosto facile ed economico. Non dimenticate che in Polonia non c'è l'euro, ma gli zloty (1 zloty vale 0,23 cent di euro), prelevare in aeroporto non è molto conveniente a livello di cambio, meglio pagare con la carta il transfer e poi cambiare gli euro in centro. Il transfer costa all'incirca 90 zloty, ovvero 20 euro.

  • Parental advisory: non è un contenuto di viaggio Sono seduta sul divano, fuori piove a dirotto, Edo dorme russando di fianco a me. Tra cinque minuti devo scappare a prendere Giacomo a scuola e l'idea di affrontare la pioggia con passeggino, marsupio, cappello e mille strati mi rompe un po'. Poi ci saranno cinque o sei ore in cui saremo da soli. Il papà lavora fino a tardi in questi giorni e io, se non c'è la nonna, sono da sola. Come molte mamme. Ordinaria amministrazione. Eppure qualcosa è cambiato negli ultimi giorni. Non sono un'ordinata, casa mia non è immacolata, le cene non sono bilanciate e pronte in anticipo, non sono una mamma di quelle che sanno sempre cosa far fare ai loro bambini. Spesso ho il telefono in mano e magari non perché ho un'urgenza di lavoro - non sono un cardiochirurgo - ma magari perché sto guardando Instagram.