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Penisola Calcidica: ne avete mai sentito parlare? È una delle mete su cui maggiormente mi chiedono informazioni dopo il nostro viaggio dello scorso anno. 10 giorni alla scoperta di questo lembo di terra greco, suddiviso in tre lunghe dita, due su tre accessibili. Chilometri di costa dai fondali cristallini, quasi sempre sabbiosi, ricchi di servizi e natura incontaminata. Le tre dita, di cui parlavamo, sono molto diverse tra loro: Kassandra, Sithonia e il Monte Athos. La prima è la terra della mondanità: pur regalando un mare altrettanto incredibile, è punteggiata da tante piccole cittadine e borghi, che permettono di vivere non solo la tipica vita da infradito e ombrellone, ma anche di godere di ristoranti e vita serale. La seconda, Sithonia, è selvaggia (quella che ho amato di più certamente): un susseguirsi di spiagge e calette al profumo di mirto e macchia mediterranea. E infine c’è il Monte Athos, luogo sacro accessibile solo agli uomini e con mesi di preavviso, che ospita i monaci ortodossi.

Ma cosa fare con i vostri bambini nella Penisola Calcidica e come organizzare il vostro viaggio? Ecco i miei suggerimenti e ricordate: sono indispensabili maschera e boccaglio perché qui, i vostri bimbi, potrebbero imparare a nuotare davvero!

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Penisola Calcidica: come arrivare e dove dormire

Per raggiungere la Penisola Calcidica puoi programmare il volo su Salonicco. Noi abbiamo volato con RyanAir da Bergamo a costi relativamente contenuti, acquistando il volo a febbraio per agosto.

Tutto il resto del viaggio lo abbiamo organizzato con la collaborazione di Lorenzo, un ragazzo italiano che ha aperto un’agenzia di viaggio ad Afytos, piccolo comune di Kassandra di cui poi parleremo, che aiuta i connazionali a trovare una sistemazione e, se necessario, a noleggiare l’auto. Scopri di più e contatta Lorenzo dal suo sito: La Calcidica Travel. Ti aiuterà, se vorrai, anche a programmare eventuali tour organizzati, come l’escursione in battello al Monte Athos, per vedere i monasteri dall’esterno, unica possibilità per le donne.

Noi abbiamo soggiornato ad Afytos, uno dei villaggi più affascinanti e tradizionali nella penisola di Kassandra, che conserva l’architettura tradizionale della regione, con le sue stradine acciottolate, le case in pietra e i balconi fioriti. Il paesino è uno dei pochi centri pittoreschi e antichi della Penisola Calcidica, ma è abbastanza caotico. A posteriori, forse, avrei preferito trascorrere qualche giorno qui e poi spostarmi invece in un contesto più naturale nel secondo dito, a Sithonia, che comunque risulta raggiungibile in auto, anche se, nella zona più a sud, con tragitti anche di un paio d’ore. Il mare ad Afytos in ogni caso è altrettanto bello e i fondali sono un mix tra sabbia e scoglio.

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Kassandra: cosa vedere nella Penisola Calcidica

Kassandra è il dito più occidentale della penisola e rappresenta una delle destinazioni turistiche più popolari della regione. La zona più a nord ricorda la nostra costa Adriatica di Rimini e Riccione con tanti paesi uno dietro l’altro ricchi di servizi ma con costruzioni esteticamente brutte.

Tra le spiagge più belle di Kassandra vi suggerisco Sani Beach, che è parte di un complesso turistico di lusso. Gli ospiti di Sani Beach hanno accesso diretto a questa spiaggia ben curata e attrezzata, dove possono godersi il sole e partecipare a una varietà di sport acquatici. Chi invece arriva da fuori, come abbiamo fatto noi, può attraversare le dune del parco naturale e sulla destra del resort trovare una spiaggia quasi incontaminata, il continuum di quella del resort.

Molto curiosa è anche Possidi Beach, una lunga striscia di sabbia dorata, nota per il suo faro sulla punta della penisola. L’area circostante è ideale per lunghe passeggiate sulla spiaggia. Avrete sia a destra che a sinistra il mare e da qui potrete vedere uno dei tramonti più belli della Penisola Calcidica. Attenzione, con i bambini, a non fare il bagno sulla punta della lingua di Possidi: la corrente è forte e pericolosa.

Altre spiagge affascinanti sono Kalithea Beach, Pefkochori Beach, Polychrono Beach e Simantro Beach.

Se vi va di trascorrere del tempo in auto allontanandovi dal turismo, potete raggiungere la piccola chiesa ortodossa di San Nicola, sulla punta del dito di Kassandra, oppure andare a mangiare del pesce fresco alla griglia al Deep Blue Paliouri, pronti fronte mare.

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Sithonia: cosa fare con i bambini

Di Sithonia mi sono davvero innamorata! Il mare qui è uno spettacolo ovunque davvero. Cosa vedere? Ecco il mio personale elenco!

Lagonisi Beach e Karidi Beach: nella zona delle Diaporos Island e un po’ più a nord, si trovano queste due spiagge molto suggestive, perfette per i bambini per la loro sabbia fine e bianca e il mare cristallino. Se ve la sentite, potete noleggiare una piccola imbarcazione e circumnavigare le isolette di fronte a voi.

Paradise Beach: forse, la mia preferita. Anche se sarebbe stato meglio arrivare la mattina molto presto perché è davvero tanto affollata. Il beach bar ha una vista strepitosa e il mare è incredibile, così come la vista sul Monte Athos che svetta proprio di fronte a noi.

Porto Koufo: estremo sud del dito di Sithonia. Arrivate qui la mattina presto e fatevi un Espresso Freddo (un caffè shakerato) fronte mare in questa meravigliosa baia chiusa e protetta dove raccogliere granchietti e paguri.

Da Thoroni parte una strada sterrata sconosciuta ai più che permette di trovare una caletta più bella e isola dell’altra. Potete mettete sul navigatore Beach Bar Las Bandidas, meta finale prima di tornare sulla strada asfaltata. Molti qui fanno camping libero, ma potrete anche solo trovare un angolino di mare tranquillo dove fare un tuffo nel blu.

Sarti è un centro turistico molto affollato ma comodo per trovare i servizi principali, tra ristoranti che espongono polpi al sole a seccare e negozietti di souvenir.

Una gita in più: la Tomba Vergina e Salonicco

Una meta che ci ha davvero colpito è Vergina, dove abbiamo ammirato gli scavi della Tomba Reale di uno dei più grandi Re macedoni, Filippo II, il padre di Alessandro Magno. È stato affascinante anche per i bambini, ai quali raccontare la storia di questi Re e il valore storico della scoperta di questa tomba per l’archeologia internazionale.

Il sito, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è stato scoperto nel 1977 e rappresenta uno dei reperti archeologici più significativi della Grecia. La tomba risale al periodo 336-335 a.C., che corrisponde al periodo in cui Filippo II fu assassinato. Il sito ha quindi un’importanza storica cruciale, perché rappresenta il periodo immediatamente precedente alla conquista del mondo ellenistico da parte di Alessandro Magno.

Da Vergina ci siamo poi spostati a Salonicco, che abbiamo visitato in maniera sommaria e richiederebbe invece una giornata intera, ma ci ha ugualmente affascinati per la sua atmosfera cosmopolita e multietnica.

Per saperne di più vi suggerisco di rivedere le stories del nostro viaggio nella Penisola Calcidica su Instagram: scoprile qui

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