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La Norvegia ci ha affascinati fin dal primo momento, con i suoi cieli immensi, l’acqua sempre vicina, le montagne e una natura capace di imporsi anche in città. Questo è il racconto del nostro viaggio tra Oslo, la regione dei fiordi, Bergen e le isole Lofoten, con l’itinerario che abbiamo seguito, le tappe che ci sono piaciute di più e i consigli nati dall’esperienza.

Eravamo attratti da tempo dal Grande Nord, dalle storie degli esploratori, dalle strade che attraversano altopiani e fiordi e da quei paesaggi in cui la presenza dell’uomo sembra quasi secondaria. Vederli dal vivo è stato ancora più coinvolgente di quanto immaginassimo: in Norvegia anche gli spostamenti diventano parte del viaggio e dietro ogni curva può comparire una cascata, una spiaggia bianca o un piccolo villaggio affacciato sull’acqua.

Abbiamo trascorso circa due settimane unendo città, fiordi, montagne e isole oltre il Circolo Polare Artico. È stato un itinerario articolato, con alcuni trasferimenti importanti e un meteo non sempre semplice, ma proprio questa varietà lo ha reso speciale. Abbiamo scelto sei basi, alternato visite e natura e lasciato spazio agli imprevisti, scoprendo che con i bambini sono spesso le soste non programmate a trasformarsi nei ricordi più belli.

Il nostro itinerario in Norvegia

Per noi la formula più pratica è stata il fly & drive: qualche giorno a Oslo senza automobile, un primo noleggio per attraversare la zona dei fiordi e raggiungere Bergen, quindi un volo interno verso Evenes e una seconda auto per esplorare le Lofoten. Avere circa due settimane a disposizione ci ha permesso di costruire un percorso vario senza cambiare alloggio ogni giorno.

Come abbiamo organizzato gli spostamenti

Siamo arrivati a Oslo Torp e abbiamo visitato la capitale senza auto, muovendoci con metro e autobus. Abbiamo ritirato la prima macchina soltanto al momento di partire verso Ulvik, Bergen e Geilo. Da Oslo Gardermoen abbiamo poi preso un volo interno per Evenes, dove abbiamo noleggiato una seconda auto per raggiungere le Lofoten.

La scelta del volo interno è stata fondamentale: ci ha evitato diversi giorni di guida e ci ha permesso di dedicare tutta la seconda parte del viaggio alle isole. Nel complesso abbiamo percorso indicativamente tra 1.900 e 2.000 chilometri in automobile.

Oslo con i bambini: cosa vedere

Oslo è stata il nostro primo, sorprendente assaggio di Norvegia. Mi è piaciuta tantissimo: è una capitale raccolta, ordinata e molto vivibile, con l’acqua sempre vicina e una rete di trasporti che ci ha permesso di evitare l’auto. Abbiamo raggiunto facilmente tutte le zone principali.

Cosa vedere a Oslo

  • L’Opera House, con il tetto inclinato sul quale si può camminare e osservare il porto dall’alto.
  • Il centro, il Municipio e la zona di Aker Brygge, piacevole per passeggiare lungo l’acqua.
  • Il Vigeland Park, grande spazio verde con le celebri sculture e tanto spazio per muoversi.
  • Il Fram Museum sulla penisola di Bygdøy, la tappa che ha coinvolto maggiormente i bambini: si sale sulla vera nave delle spedizioni polari e si entra nelle cabine degli esploratori.
  • I parchi giochi, molto più ricchi e curati delle semplici aree con altalene: spazi pensati per arrampicarsi, sperimentare e giocare davvero.

La cosa che ci ha colpiti più dei monumenti è stata l’atmosfera: le badstue, cioè le saune galleggianti, le piscine nel fiordo, le persone con i piedi a bagno nel mare e tutti fuori a godersi la giornata. Oslo mostra subito quanto il rapporto con l’acqua e con la natura faccia parte della vita quotidiana norvegese.

Perché Oslo funziona bene in famiglia

Oslo non ha l’impatto monumentale di altre capitali europee, ma con i bambini proprio questa dimensione ci è sembrata un vantaggio. Abbiamo alternato le visite a passeggiate, soste sul fiordo e momenti di gioco, senza la sensazione di dover correre continuamente da un luogo all’altro.

Il Fram è stato il museo che ci ha coinvolti di più. Non si limita a esporre oggetti: siamo entrati nella vera nave delle spedizioni polari, abbiamo visto le cabine e immaginato la vita degli esploratori tra ghiaccio, freddo e mesi di oscurità. Se dovessi scegliere un solo museo a Bygdøy, sceglierei questo.

Per muoverci abbiamo usato l’app Ruter e due biglietti da 24 ore consecutivi. Dormendo vicino alla metro, ogni giornata prevedeva almeno andata e ritorno; il pass ci ha dato la libertà di cambiare programma senza fare continuamente i conti con le singole corse.

Muoversi a Oslo

Per noi l’app Ruter è stata sufficiente per pianificare i percorsi e comprare i biglietti di metro, tram e autobus. Arrivando a Torp bisogna ricordare che l’aeroporto è distante dalla città: noi abbiamo utilizzato il bus aeroportuale fino alla stazione dei pullman e poi abbiamo raggiunto la casa. Torp e Gardermoen non sono lo stesso aeroporto, un dettaglio da controllare bene quando si prenotano voli e noleggi.

Da Oslo ai fiordi: la strada verso Ulvik

Lasciata Oslo, abbiamo iniziato il tratto on the road verso Ulvik e l’Hardangerfjord. La strada attraversa laghi, vallate e passi di montagna e non è stata soltanto un trasferimento: ci siamo fermati più volte perché il paesaggio cambiava continuamente. Con i bambini ha funzionato partire presto e accettare che le soste fossero parte del viaggio.

Ulvik è stata una tappa breve ma utile per entrare nella Norvegia dei fiordi. Abbiamo dormito in una semplice cabina da campeggio, piccola ma calda e dotata dell’essenziale per preparare colazione e cena. Per una sola notte si è rivelata una soluzione pratica e ci ha permesso di spezzare bene il percorso verso Bergen.

Bergen con i bambini: Bryggen e la crociera nei fiordi

Bergen è stata la seconda grande tappa del nostro viaggio. Ci siamo arrivati dopo aver attraversato fiordi e passi di montagna e abbiamo scelto una casa poco fuori dal centro. Due notti ci sono bastate per visitare Bryggen, passeggiare nella zona del porto, curiosare al mercato del pesce e dedicarci alla crociera nei fiordi.

Il quartiere di Bryggen e la Lega Anseatica

Il simbolo di Bergen è Bryggen, il fronte di case in legno colorate affacciate sul porto. Per secoli fu uno dei principali centri commerciali della Lega Anseatica, la rete di città e mercanti che controllò una parte importante dei traffici del Nord Europa. La zona più interessante non è solo quella da fotografare sul lungomare: bisogna entrare nei passaggi tra gli edifici, tra cortili, scale, botteghe e strutture di legno leggermente irregolari.

Mercato del pesce e cosa mangiare

Nella zona del porto abbiamo visitato il mercato del pesce e assaggiato alcune specialità. Tra le più curiose c’è stato l’hot dog di renna; tra quelle che abbiamo apprezzato di più, la fiskesuppe, la tipica zuppa di pesce norvegese, cremosa e perfetta in una giornata fresca.

La crociera Osterfjord-Mostraumen

Da Bergen siamo partiti per la crociera nell’Osterfjord fino a Mostraumen. Era una delle esperienze che desideravo di più e ha mantenuto le promesse: navigare tra montagne, cascate, piccoli insediamenti e pareti di roccia è stato il momento in cui il viaggio immaginato è diventato reale. Con i bambini è stata anche semplice da gestire, alternando il ponte agli spazi interni.

Anche in estate serve vestirsi a strati: sul ponte il vento abbassa rapidamente la temperatura. Impermeabile, pile e qualcosa di caldo per i bambini sono utili anche quando a Bergen il tempo sembra discreto.

Bergen con i bambini: come organizzare due giorni

Con due notti si riescono a combinare bene città e fiordo. Dedicherei il primo pomeriggio a Bryggen, al porto e al mercato del pesce, lasciando la crociera alla giornata successiva. Il centro è compatto, ma tra passerelle di legno, botteghe e assaggi la visita interessa anche i bambini senza bisogno di costruire un programma troppo fitto.

Bryggen merita di essere spiegato: non è soltanto una fila di facciate colorate, ma la testimonianza della Bergen anseatica, legata per secoli al commercio dello stoccafisso. Entrando tra le case si notano pavimenti inclinati, corridoi stretti e strutture in legno segnate dal tempo; è lì che il quartiere diventa davvero interessante.

Geilo e la Norvegia di montagna

Abbiamo inserito una notte nella zona di Hol e Geilo per spezzare il rientro verso Oslo. È stata una scelta molto sensata: ci ha evitato una giornata eccessivamente lunga e ci ha fatto conoscere una Norvegia più alta, fresca e montana, diversa da quella dei fiordi costieri.

La piccola casa che avevamo scelto aveva una grande vetrata sulla natura, la possibilità di ricaricare l’auto e uno spazio esterno. Dopo molte ore di viaggio, avere un luogo in cui i bambini potessero muoversi e giocare ha fatto davvero la differenza.

Come raggiungere le Lofoten

Per raggiungere le Lofoten siamo rientrati a Oslo Gardermoen, abbiamo riconsegnato la prima auto e preso un volo per Evenes. Qui abbiamo ritirato la seconda macchina e proseguito verso le isole. È stata la giornata logisticamente più impegnativa, perciò non avevamo previsto visite e ci siamo lasciati margini ampi per bagagli, noleggio e strada.

Carte d’imbarco, voucher dei noleggi, indirizzi e istruzioni per il check-in degli alloggi vanno salvati anche offline. Nei passaggi tra aeroporto, autonoleggio e case è meglio non dipendere dalla connessione.

Le Lofoten con i bambini: quali basi scegliere

Alle Lofoten abbiamo scelto due sole basi: Stamsund per esplorare il sud e la zona di Vågan e Svolvær per la parte centro-settentrionale. Per noi è stata la soluzione giusta: abbiamo visto aree diverse senza rifare continuamente le valigie. Le distanze sembrano brevi, ma le strade sono lente, panoramiche e spesso esposte a vento e maltempo.

Stamsund e la parte meridionale delle Lofoten

A Stamsund abbiamo dormito in un rorbu autentico, una delle tradizionali case dei pescatori. Il paese è molto tranquillo e offre pochi servizi turistici, ma come base per la parte meridionale ci è sembrato comodo. Il supermercato vicino e il parcheggio gratuito hanno semplificato la quotidianità.

Da questa zona abbiamo costruito le giornate verso le spiagge e i villaggi del sud: Haukland, Uttakleiv, Unstad, Ramberg, Skagsanden, Nusfjord, Hamnøy, Reine e Å. Haukland è stata una delle prime spiagge che abbiamo visto: sabbia chiara, montagne alle spalle e colori che cambiano completamente appena compare il sole.

Reine, Å e i villaggi del sud

La direttrice verso sud è una delle giornate più belle ma anche più lunghe. Ramberg e Skagsanden sono soste naturali; Hamnøy è il punto da cartolina, Reine il paese più noto e Å la fine simbolica della E10.

Nusfjord offre invece un’esperienza diversa, più raccolta: un antico villaggio di pescatori conservato tra pareti rocciose e mare. È una tappa adatta a una giornata dal ritmo più tranquillo e aiuta a raccontare ai bambini il legame delle Lofoten con la pesca e lo stoccafisso.

Vågan e Svolvær per la parte centro-settentrionale

Per la seconda parte del soggiorno ci siamo spostati nella zona di Vågan, vicino a Svolvær. Qui avevamo una casa più grande, con lavatrice e asciugatrice, e potevamo raggiungere il centro a piedi. È stata una base molto pratica per Henningsvær, Kabelvåg, le spiagge della zona e le eventuali escursioni in mare.

Le tappe più interessanti nella zona

  • Henningsvær, il villaggio noto per il campo da calcio costruito su un isolotto. Da terra è suggestivo, anche se la fotografia perfettamente verticale che si vede online richiede un drone.
  • Svolvær e Kabelvåg, i due centri più comodi per servizi, musei e giornate dal tempo incerto.
  • La passeggiata a Linken, breve e adatta anche ai bambini. Il percorso facile termina al punto panoramico; abbiamo proseguito verso Tjeldbergtinden, questo è un vero trekking, più ripido.
  • Le spiagge di Rørvikstranda e Hovstranda, da tenere come opzioni quando arriva una finestra di sole e si vogliono vedere acqua turchese e sabbia chiara.
  • Skrova, raggiungibile in battello da Svolvær, da valutare solo controllando bene gli orari di andata e ritorno.

Avevamo valutato anche una navigazione nel Trollfjord, ma in questa zona il programma deve restare flessibile: vento e condizioni del mare contano più di qualunque prenotazione fatta con largo anticipo.

Quanto tempo dedicare alle Lofoten

Sette notti garantiscono un buon margine contro il maltempo e permettono di evitare cambi di casa continui. Non sono però obbligatorie per un primo viaggio: cinque o sei notti, divise tra sud e zona di Svolvær, possono bastare a chi preferisce dedicare più tempo all’Hardangerfjord o alla costa intorno a Bergen.

Il meteo alle Lofoten: la parte più difficile del viaggio

Il meteo è stato l’aspetto più difficile della settimana alle Lofoten. Abbiamo trovato diversi giorni grigi, pioggia, vento e una sensazione di freddo superiore a quella indicata dal termometro. In alcuni momenti il soggiorno ci è sembrato lungo; poi è arrivato il sole e abbiamo capito quanto fosse prezioso avere più giorni per aspettare una finestra di luce.

La regola che abbiamo imparato è semplice: non rimandare una spiaggia o un punto panoramico quando c’è il sole. Alle Lofoten una schiarita può durare venti minuti oppure mezza giornata, ma i colori del mare cambiano subito.

Come vestirsi in Norvegia ad agosto

Nel nostro viaggio siamo passati dal clima relativamente mite di Oslo a temperature molto più basse nella regione dei fiordi, in montagna e alle Lofoten. Più che un unico capo pesante, per noi ha funzionato vestirci a strati. Antivento e antipioggia sempre nello zaino!

Guidare in Norvegia e usare un’auto elettrica

L’auto è stata indispensabile fuori da Oslo. Le strade sono generalmente ben tenute, ma i tempi di percorrenza vanno calcolati con prudenza: passi di montagna, tunnel, traghetti, limiti bassi e soste panoramiche allungano facilmente le giornate. Abbiamo noleggiato due auto elettriche. Diversamente che in Italia i punti di ricarica si trovano davvero facilmente, ci hanno suggerito l’app Elton che permette anche di pagare direttamente attraverso Google Pay. Non abbiamo avuto difficoltà e ho apprezzato molto questa scelta.

Mangiare e fare la spesa in Norvegia

Durante il viaggio abbiamo mangiato fuori soltanto un paio di volte, approfittando soprattutto dei mercati e concedendoci un fish and chips, senza mai andare davvero al ristorante. Per il resto ci siamo organizzati in modo molto semplice: panini preparati al mattino, insalate e piatti pronti acquistati nei supermercati, picnic durante gli spostamenti e cene cucinate negli appartamenti.

Non sono mancati comunque gli assaggi locali: al mercato di Bergen abbiamo provato la zuppa di pesce, la balena, il salmone e l’hot dog di renna, mentre alle Lofoten il pesce e la storia dello stoccafisso accompagnano continuamente il viaggio.

Mangiare in questo modo non è stato soltanto un modo per contenere i costi, ma anche la soluzione più comoda con i bambini e durante i trasferimenti. In Norvegia le aree picnic sono praticamente ovunque e spesso si trovano in punti panoramici bellissimi: fermarsi per un panino davanti a un fiordo, a una cascata o vicino a una spiaggia è diventato parte dell’esperienza. Conviene soltanto fare la spesa prima delle giornate più lunghe, perché fuori dai centri abitati i servizi possono essere distanti.

La Norvegia con i bambini: la nostra esperienza

È stato un viaggio articolato ma ben costruito: città vivibili, strade spettacolari, fiordi, montagne e isole remote, con esperienze capaci di interessare sia noi sia i bambini.

La Norvegia non è una destinazione da affrontare con una lista rigida di cose da vedere. Richiede margine, abbigliamento adatto e disponibilità a cambiare programma. In cambio offre una natura presente ovunque e la sensazione che anche gli spostamenti, le case e le piccole soste facciano parte dell’esperienza.

Oslo è stata un’introduzione perfetta, la crociera da Bergen un sogno realizzato e le Lofoten la parte più impegnativa e sorprendente. Due settimane ci sono sembrate sufficienti per un primo grande viaggio in Norvegia. Non abbiamo visto tutto, naturalmente, ma abbiamo costruito un itinerario vario, concreto e sostenibile per la nostra famiglia.

Comments:

  • Andrea

    1 Settembre 2026

    Ciao Paola, bellissimo viaggio!!
    Volevo chiederti quanto tempo prima hai prenotato i voli e gli spostamenti principali, se hai usato Airbnb per gli alloggi è indicativamente quanto è il budget da dedicare per una vacanza del genere (sempre parlando di 2 adulti e 2 bambini) grazie!

    reply...
      • Andrea

        1 Settembre 2026

        Immaginavo, anche noi ci troviamo molto bene con gli Airbnb per lo stesso motivo.
        Invece in budget realistico su quanto si aggira 6/7k?

        reply...

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